Una prece per la bici
E’ morta. La mia bici romantica e scassata.
Ve l’avevo presentata che era innamorata. Poi ha sofferto. Le hanno rubato l’angolo. E la creatura amata. Si è depressa. L’ho parcheggiata alla fermata del bus. Non fatelo mai, specie se ci bazzicano tutto il giorno quei perdigiorno dei giovani studenti. Ha preso un calcio da un vandalo: raggi infranti, ruota piegata. E’ andata in coma. L’ho portata dal ciclista. Ha scosso la testa. Mi ha appoggiato una mano sulla spalla.
Poi ha posto fine alle sue sofferenze.
Negli stessi giorni in cui scrivevo un post sul ciclo, perdevo il mio ciclo.
Amen.
Peccato. Mi ero affezionata a quella bici lì 🙁
Poovera! Ma se esci di casa con una bella bici normale (leggera) e la porti in treno?